Sergente schiaffeggiato dal suo comandante: protestava

Terni, 4 novembre 1884 – Un sergente dell’esercito regio, in servizio a Terni col 1. Reggimento di artiglieria, stanco di continue punizioni, provò a protestare col suo comandante diretto, il tenente Francesco Ansante, il quale reagì con una serie di insulti e schiaffeggiando il sergente. Un atto grave su cui era stato steso un velo di silenzio. Ma il giornale romano Il Messaggero, che aveva da poco avviato a Terni la pubblicazione della sua prima cronaca locale⇒, andava a caccia di scoop. E così il 4 novembre 1884 riportò la notizia. Il fatto, per la verità, risaliva ad un paio di settimane prima, ma solo grazie all’inchiesta svolta da suo redattore il quotidiano romano riuscì a conoscerne i particolari.

Il sergente, in forza alla nona batteria di artiglieria, aveva protestato col tenente a seguito “delle aspre censure che il tenente gli infliggeva”. La riposta, alle rimostranze, fu la prigione: quindici giorni di cella di rigore.  Il sergente, in effetti, reagì, ma il tenente Ansante dopo averlo pesantemente insultato lo prese a schiaffoni. Ma agli arresti ci finì lui.

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Il convento di San Procolo divenne la caserma dei soldati di artiglieria a Terni

S’innescò quindi una serie di passaggio di competenze su chi potesse giudicare l’operato dell’ufficiale. Il maggiore Incoronato, comandante della brigata a Terni, trasmise gli atti al comandante del reggimento, il colonnello De Rada che era di stanza a Foligno. Quest’ultimo decretò l’arresto del tenente, per un giorno, mentre il sergente si fece 10 giorni  di sala di disciplina, per essere successivamente trasferito a Foligno e da qui mandato il licenza a Giuliano di Napoli, la sua città, per due settimane, passate le quali prese servizio presso una caserma di Capua.

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