1900 Spello: due carabinieri malmenati la sera di Carnevale

Gubbio, spello

A Spello, la sera di Carnevale del 1900 malmenarono due carabinieri: si trattò di una vera e propria ribellione che portò all’arresto di diverse persone. Il 14 aprile successivo davanti al Tribunale di Foligno si tenne il processo a conclusione del quale in cinque furono condannati ed altri quattro assolti, tre dei quali per insufficienza di prove.

Il fatto avvenne sulla porta d’ingresso del Teatrino Comunale di Spello, dove in parecchi si erano riuniti per festeggiare il Carnevale. Si sa come vanno certe cose: balli e lazzi, vino e liquori in abbondanza, cosicché qualcuno ad un certo unto perse il controllo delle proprie azioni.

Davanti all’ingresso per motivi di ordine pubblico stavano di guardia un brigadiere dei carabinieri ed un suo sottoposto.

Uno dei partecipanti alla festa, Augusto Bardi, andò dai due carabinieri e li invitò ad aggregarsi magari prendendosi un caffé o un bicchiere di vino. Un atto di cortesia. Ma i carabinieri essendo in servizio rifiutarono l’invito. Tutto sembrava finito lì, e Bardi si rituffò nel ballo. Passate circa due ore, nel cervello di Bardi è scattata una scintilla, per cui, come un furia, l’uomo si lanciò sul giovane carabiniere prendendolo a pugni. Il brigadiere intervenne, cercando di bloccare l’energumeno, ma anche a lui toccò sopportare una gragnuola di pugni ed un calcio al basso ventre.

I due carabinieri erano comunque riusciti fermarlo, Augusto Bardi. Subito intervennero altri in difesa dell’arrestato. Un gruppo di persone aggredì i carabinieri, strappò loro di forza l’arrestato che si dileguò.

Ma i più scalmanati, i carabinieri li conoscevano già. Per cui, la mattina dopo, li andarono a trovare uno ad uno: quattro furono arrestati, cinque denunciati.

Il giorno del processo l’aula del palazzo di giustizia era affollata, e ci furono momenti in cui si temette di dover sospendere l’audienza a causa degli interventi continui e dalle proteste daparte del pubblico.

Il Presidente del Tribunale, Verdi, riuscì comunque ad andare avanti fino al termine. Gli avvocati difensori, Bianchi e Gallinella, chiesero l’applicazione di una pena mite per Bardi e l’assoluzione per tutti gli altri. Non andò così, però.

Augusto Bardi fu condannato a tre mesi e dieci giorni di reclusione e 120 lire di multa; Luigi Damiani, Pietro Petruccioli e Augusto Lori a un mese e 15 giorni di reclusione; Terzilio Parozzi ad un mese e 7 giorni. Assolto per non aver commesso il fatto Agostino Canafoglia, assolti per insufficienza di prove Benvenuto Pieroni, Andrea Sacconi, e Amerigo Ricci