1951, Foligno: per avere un premio ferroviere “inventa” un attentato al treno

treno attentato
La ferrovia Roma-Ancona

Il clamore fu immediato: si parlò senza mezzi termini di un attentato al treno Roma Ancona, fallito grazie all’intervento di un casellante di Trevi che aveva scoperto l’ordigno posto sui binari non troppo lontano dall’arrivo alla stazione di Foligno, prima che esplodesse. Era la mattina del 18 giugno 1951. Un colpo di fortuna, affermavano le cronache giornalistiche – un vero e proprio miracolo che aveva impedito “un gravissimo disastro ferroviario”, grazie soprattutto all’accortezza del casellante che aveva scoperto al km,155,900 della ferrovia Roma-Ancona uno spezzone di aereo lungo 25 centimetri, adagiato  longitudinalmente alla linea ferroviaria e trattenuto lateralmente da due sassi, per evitarne la caduta.

Ricco di particolari il racconto del casellante, anche troppo. Ed infatti non era vero niente. L’attentato era “frutto dell’accesa fantasia di un guardialinee, in cerca di elogi – corressero il tiro i giornali il giorno dopo -. Il dipendente delle Ferrovie dello Stato, Nazzareno G., uno spoletino di cinquant’anni”. C’erano delle stranezze nel suo racconto, particolari che non collimavano e fin dall’inizio erano nati dubbi negli inquirenti. Alla fine, dopo un lungo interrogatorio, il guardialinee crollò: sì, s’era inventato tutto perché sperava di avere un premio in denaro concesso altre volte in casi simili. A lui nessun premio, ma solo l’arresto e la denuncia all’autorità giudiziaria.