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Baschi 1921, giovane maestra rapinata, stuprata e uccisa

Un titoletto e giusto due righe furono dedicati dai quotidiani alla notizia di una donna stuprata, rapinata ed uccisa a Baschi. Il 7 febbraio 1921 una giovane maestra lungo una strada di campagna fu aggredita, derubata “e poi seviziata così brutalmente da morirne”. Il cadavere fu ritrovato la mattina dopo da alcuni passanti. “Mancano particolari su questo atroce delitto. Sul luogo è ora il giudice istruttore con numerosi carabinieri”, si chiudeva il dispaccio di agenzia.

Il sospetto, comunque, non poteva non ricadere su una banda che, dalla fine di gennaio, scorrazzava in tutta l’Umbria e le cui gesta erano state denunciate dai giornali proprio il 5 febbraio, due giorni prima. A Cocciano (Rieti, che faceva parte dell’Umbria) in tre sorpreso un bracciante in un bosco: non avendogli trovato soldi gli rubarono i vestiti e lo lasciarono al gelo un mutande e camicia; vicino Spoleto, lungo una strada tra i campi, un pastore fu aggredito e rapinato di un centinaio di lire che aveva nel portafoglio; a Gualdo Cattaneo tre individui mascherati armati di rivoltella e pugnale rubarono 700 lire ad un contadino;  a Todi un passante fu aggredito, percosso e minacciato di morte se non avesse consegnato il portafogli in cui aveva solo 5 lire: i malviventi lo minacciarono e gli intimarono di far loro trovare, in un punto che gli indicarono, la somma di cinquemila lire. I carabinieri si appostarono nelle vicinanze, ma nessuno si presentò a “riscuotere”. “I carabinieri battono le campagne per poter acciuffare gli audicisissimi malfattori”, finiva l’articolo di denuncia.

Purtroppo per la maestra di Baschi non fecero in tempo a farlo prima che lei ci rimettesse la vita. E, a quanto se ne sa, neanche dopo.

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