Col “carnificio” Scanzano sfamava i fanti in trincea

scanzano
Il carnificio di Scanzano

Oggi è un deposito militare abbastanza anonimo. L’architettura, però, è tipica delle fabbriche realizzate agli inizi del ventesimo secolo. Riverniciata in giallo e bianco. E’ a Scanzano, frazione di Foligno, sulla strada che porta a Belfiore. Proprio al bivio. Una fine non proprio gloriosa per quella che ai suoi tempi fu una fabbrica importante, che arrivò a contare 500 dipendenti. Un contributo forte per l’occupazione folignate. Il nome, per la verità, evoca brutte immagini: “Carnificio di Scanzano”. In quella fabbrica, grande, tutta al piano terreno, si produceva carne in scatola per l’esercito italiano. Col tempo il nome derivato dal contenuto fu cambiato prendendo a riferimento il contenitore, e fu chiamato “Scatolettificio di Scanzano”.

Una fabbrica entrata in funzione nel 1913, che per Foligno costituì una risorsa economica non da poco, e motivo di orgoglio: “Nei primi giorni del mese corrente – scriveva la Gazzetta di Foligno nel gennaio 1914 – si ultimarono le varie fabbricazioni di conserve alimentari nel nostro splendido Carnificpo di Scanzano”. E aggiungeva: “Da quanto dicesi risulta che in pochi mesi di effettivo lavoro nello stabilimento si fabbricarono oltre ad altre conserve, quasi 5 milioni di scatolette impiegando le carni di 5500 buoi ottenendo risultati mai raggiunti in nessun altro stabilimento del genere”. Numeri da far accapponare la pelle a qualsiasi animalista del giorno d’oggi. Si annunciava che a fine gennaio del 1914 il “carnifico” avrebbe chiuso per un periodo per manutenzione degli impianti e, riferiva la Gazzetta, “si dice per un ulteriore ingrandimento”. In verità c’era qualche problema da risolvere: la forza motrice messa a disposizione dello stabilimento, mediante una derivazione delle acque del Topino, sembra fosse insufficiente. Altre spese per il Comune di Foligno che già aveva realizzato il canale di derivazione, e aveva dovuto costruire il nuovo cimitero di Belfiore dove fu trasferito quello “vecchio”. Esso si trovava proprio nel punto in cui l’esercito volle collocato l’impianto, pensando ovviamente solo alle sue esigenze. Prendere o lasciare, perché il Carnificio militare si sarebbe potuto impiantare anche da altre parti d’Italia. Il Comune di Foligno, che dell’opportunità di aprire quella fabbrica discuteva già dal 1908, prese. Il carnificio nei periodi di “punta” assicurò il lavoro per 500 persone. E il primo periodo di punta arrivò subito, proprio nel 1914, con la prima guerra mondiale. Nel periodo 1915-1918 dal Carnificio si Scanzano uscirono quasi 10 milioni di scatolette oltre a milioni di razioni di brodo concentrato e di condimento in conserva

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