1867, elezioni col “giallo” nel collegio Città di Castello-Gubbio

Elezioni politiche col “giallo” quelle del 1867 nel collegio Città di Castello-Citerna-Gubbio. Si votò il 10 marzo, per eleggere la nuova camera dei deputati del regno d’Italia. I candidati più forti, in quel collegio, erano Angelico Fabbri e Luigi Palmucci. I risultati ufficiali furono i seguenti: elettori 702, voti validi 388: Fabbri 238 voti, Palmucci 118. Gli altri 42 voti andarono “dispersi”.

Fabbri e Palmucci
Angelico Fabbri (a sin.) e Luigi Palmucci

 

Era eletto Angelico Fabbri, una conferma per lui, visto che tra i deputati della Camera che aveva sede a Firenze, era approdato nelle consultazioni del 1866. Fabbri aveva aderito alla carboneria e alla Giovine Italia nel 1847. Nel 1849 era stato, in qualità di comandante della Legione Umbra, uno dei difensori della Repubblica Romana, combattendo contro i francesi..

Un non “governativo”. E ci fu chi quell’elezione non riusciva a mandarla giù. Fu così che spuntò una lettera di protesta da parte di dieci elettori iscritti alla sezione di Città di Castello, i quali contestavano la regolarità delle votazioni “perché – dicevano – non era stati effettuato il secondo appello degli elettori” che la legge allora in vigore invece prevedeva.

La lettera, sottoscritta anche dal sindaco di Città di Castello nonché scrutatore della sezione elettorale, Giuseppe Becherucci. La lettera finì ovviamente alla Camera dei deputati e qui, la commissione di verifica delle elezioni, avanzò il primo dubbio. Il caso fu dibattuto in aula che ne discusse il 24 marzo 1867.  Si esaminarono i documenti, i verbali delle tre sezioni elettorali e nacquero alcuni dubbi, non tanto per la questione del secondo appello a Città di Castello, quanto perché nella sezione elettorale di Gubbio ufficialmente risultava che Fabbri aveva ottenuti  219 dei suoi 238 voti totali, mentre a Palmucci erano andati solo 3 voti. La cosa contraria era d’altra parte avvenuta a Città di Castello dove Palmucci aveva preso 110 voti, lasciando solo le briciole al suo concorrente.  Ma a Gubbio spuntarono alcuni testimoni i quali asserirono di aver votato per Palmucci che quindi avrebbe dovuto aver ottenuto ben più di tre voti. La Camera nominò quindi una commissione d’inchiesta nel giugno del 1867 si decise la revoca dell’elezione di Fabbri e il seggio fu dichiarato vacante.

Angelico Fabbri, nel frattempo, era partito volontario con i Cacciatori dell’Agro Romano: il comando garibaldino gli aveva affidato – infatti – l’incarico di reperire volontari un Umbria. Era cominciata la campagna dell’Agro Romano  per liberare. E’ noto che quella campagna finì in malo modo, con  la sconfitta di Mentana.

Del seggio parlamentare perso Angelico Fabbri non si crucciò più di tanti. Si ritirò nella sua Gubbio e, successivamente, in politica si impegno come consigliere della Provincia di Perugia.