Ferrovie, il fascismo annuncia il raddoppio della Orte-Terni

12 aprile 1939– In  vista dell’avvicinarsi della data del 21 aprile, per il regime fascista data da celebrare in quanto natale di Roma, i giornali pubblicavano i risultati raggiunti per il potenziamento della rete italiana della ferrovie. In tutta Italia nel periodo che va dal 28 ottobre 1938 (anniversario della marcia su Roma) fino al 21 aprile del 1939 si calcolava una spesa per lavori pari a 3 milioni di lire con un impegno di mano d’opera per un milione e seicentomila giornate lavorative. “Cifre ben limitate rispetto alle grandiose opere in corso – recitava la velina del Minculpop – ma che, appunto, fanno parte di un programma di largo respiro di circa tre miliardi”.

FerrovieUna serie di importanti lavori – si riferiva – sono in corso e tra di essi vanno segnalati quelli per il raddoppio sulla Orte-Terni. Ma non ci si fermava all’annuncio dei lavori lungo le linee tanto è vero che si annunciava anche  una serie massiccia di ordinazioni di locomotive elettriche, elettromotrici, elettrotreni. “Tra il 28 ottobre e il 21 aprile dell’anno XVII saranno state autorizzate – informava il Minculpop – ordinazioni per 452 milioni che daranno luogo a circa 14 milioni di giornate di manodopera”.

Il 15 luglio di quello stesso anno 1939 era cosa fatta il raddoppio tra Narni e Terni. Mentre quello tra Orte e Narni entrò in esercizio nel febbraio del 1940. Ner 1944 sullo stesso tratto di linea, in conseguenza di eventi bellici, la linea Terni-Orte era interrotta in vari punti e il sessanta per cento delle infrastrutture era da rifare.

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