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A Foligno l’esordio in carriera di Mastro Titta, il boia

Foligno, 22 marzo 1796 – Foligno, un luogo che da anziano Mastro Titta, il boia dello Stato Pontificio, ricordava con tenerezza. Perché proprio a Foligno iniziò la sua carriera, a soli 17 anni, portando a compimento la prima di circa seicento sentenze capitali. Nicola Gentilucci si chiamava il condannato. Un giovane folignate che per gelosia aveva ucciso un prete e il suo cocchiere, e s’era poi macchiato di “grassazione” (oggi si direbbe rapina) due frati, mentre latitante si aggirava nella macchia nei dintorni di Foligno.

Fu un esordio non privo di qualche difficoltà quello di Mastro Titta: “Non trovai alcuno che volesse vendermi il legname necessario per rizzare la forca – racconta in un suo libro di memorie –  e dovetti andar la notte a sfondare la porta d’un magazzino per provvedermelo. Ma non per questo mi scoraggiai e in quattr’ore di lavoro assiduo ebbi preparata la brava forca e le quattro scale che mi servivano”.
E Gentilucci? Nel frattempo fu rasato, vestito con abiti nuovi. Si voleva dare una particolare solennità all’esecuzione di quel giovane che se l’era presa con preti e frati. Due ore prima dell’alba lo svegliarono: doveva assistere alla messa. Il confessore gli dette l’assoluzione in “articulo mortis” cosicché poteva morire contento perché – gli spiegò – sarebbe andato in paradiso. Sul luogo dell’esecuzione, una spianata dentro le mura di Foligno, fu accompagnato da guardie in grande uniforme e da un corteo di penitenti.

Legatagli la corda al collo “con un colpo magistrale lo lanciai nel vuoto e gli saltai sulle spalle, strangolandolo perfettamente – si compiace Mastro Titta – e facendo eseguire alla salma del paziente parecchie eleganti piroette”. Un uomo di “spettacolo”, insomma, il boia, che non  dimenticò si eseguire fino in fondo la sentenza di condanna a morte per impiccagione e squartamento.

VEDI ANCHE: 1854, ghigliottinato giovane scultore folignate

Per saperne di più:

Mastro Titta, il boia di Roma: 
Memorie di un carnefice 
scritte da lui stesso”.
 Roma 1891. Ed. Perino. 
NOTA. Le memorie del boia pontificio
furono pubblicate in dispense, 
e rimangono molti dubbi sulla gran 
parte dei particolari riferiti, spesso romanzati.



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