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Il Duca d’Aosta e il monumento a Vannucci

23 settembre 1923

Forse più che l’inaugurazione del monumento a Pietro Vannucci, che stava già lì in piazza Umberto, l’avvenimento che provocò un brivido nella schiena di tanti perugini fu la presenza del Duca d’Aosta con la sua imponente figura. I festeggiamenti per il suo arrivo furono grandiosi quel 23 settembre del 1923.

Pietro Vannucci monumento a Perugia
Il monumento a Pietro Vannucci nella sua collocazione originaria

La stazione “riccamente addobbata e adornata di fiori” era colma di persone, quando il treno arrivò. Il Duca, ricevuto dalle autorità cittadine e dai componenti del Comitato per il Monumento al Perugino (di cui si celebrava il quarto centenario della morte) si fermò “brevemente a conversare nella sala d’aspetto”, per poi salire in automobile. “Acclamato col più vivo entusiasmo lungo tutto il percorso si è diretto a piazza Vittorio Emanuele che era affollatissima”. Lo schieramento di forze era quello delle grandi occasioni: “La città era imbandierata. Lungo le vie principali sono issati i labari adorni di fiori; tutte le finestre sono pavesate. La truppa è schierata lungo le vie principali. Anche la milizia nazionale presta servizio d’onore. All’arrivo del Duca d’Aosta in piazza Vittorio Emanuele – riferiscono le cronache giornalistiche dell’epoca- si improvvisa una grande dimostrazione di entusiasmo. Si grida: Viva Savoia! Viva il Re! Viva il comandante della Terza Armata! (il Duca, appunto) Le musiche intuonano la marcia reale”. Una breve sosta in prefettura per le presentazioni e poi tutti a piazza Umberto, per l’inaugurazione del monumento, opera dello scultore umbro Enrico Quattrini. La piazza, ovviamente, è gremita. Il Duca arriva alle 10 e 30, “annunciato da uno squillo di tromba”. Poi si scopre il monumento.

Il Duca e le autorità hanno preso posto sulla tribuna reale, “adorna di velluti e di ermellini. Ai lati sono schierati i mazzieri comunali, nello storico costume quattrocentesco”. Non mancano rappresentanti di Urbino, la città di Raffaello maestro del Perugino, e di Città della Pieve, luogo natale del grande pittore. I piedi della tribuna i gruppi dei mutilati di guerra, dei combattenti “nonché degli ufficiali in congedo” di tutta l’Umbria. E’ pure una bella giornata di sole: “Il tempo è splendido – racconta infatti il cronista – dovunque è un tripudio di bandiere; i balconi e le finestre, adorni di festoni e di arazzi, sono gremitissimi”.
Il sindaco, Oscar Uccelli, prende brevemente la parola per un saluto  al Duca d’Aosta e al senatore Corrado Ricci, storico dell’arte, oratore ufficiale. Un discorso, da esperto, “spesso interrotto da applausi”. Il Duca si congratula.
Poi tutti a casa.

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