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Parroco ruba la corrente: un mese di carcere

Chiesanuova fraz. di RietiDon Vittorio, parroco di Chiesa Nuova, una frazione alle porte di Rieti, era un prete molto conosciuto in tutta la Sabina, per essere stato “in servizio” in diverse parrocchie. E così quella mattina di Lunedì 30 gennaio 1950 l’aula del Tribunale di Rieti era piena di gente. Don Vittorio sedeva sul banco degli imputati, accusato di furto aggravato. Secondo l’accusa aveva piazzato un piccolo aggeggio nel contatore e la corrente elettica che consumava non veniva conteggiata. Era quello un sistema detto dello “zeppo” che – si scoprì – era stato utilizzato in parecchi casi ed in diverse parti d’Italia, ed era stato tra l’altro motivo della rovina della carriera politica di due parlamentari.

C’era poco da negare nel caso del parroco di Chiesa Nuova. L’irregolarità era balzata – lampante – agli occhi dei controllori inviati dell’azienda elettrica e don Vittorio dovette rassegnarsi. Il Tribunale di Rieti lo riconobbe colpevole di furto aggravato e pur riconoscendogli il beneficio della sospensione condizionale della pena, lo condannò ad un mese di carcere, oltre che a cinquemila lire di multa e 1.500 lire di ammenda.

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