Le spuntano i baffi: fa causa alle FS

“Donna baffuta sempre piaciuta” recita un vecchio detto. Ma lei non era mica tanto d’accordo. Anche perché temeva che i baffi e la barba che le erano spuntati fossero il pirmo segnale di un possibile cambiamento di sesso. Ed allora, nel gennaio del 1955, la faccenda non veniva affrontata con una sia pur minima leggerezza. Così una ragazza di Perugia, di mestiere tabacchinae di cui i quotidiani dell’epoca non danno nessun’altra indicazione “per ovvi motivi”, si presentò a Palazzo di Giustizia e avviò una causa contro le Ferrovie dello Stato chiedendo un cospicuo risarcimento dei danni. Sì, secondo lei, stava diventando un uomo per colpa delle Effesse.
Dichiarò infatti che i primi peli sul viso, divenuti in poche settimane barba e baffi a tutti gli effetti, cominciarono a spuntarle a seguito di un incidente accaduto mesi prima: un locomotore in manovra, ad un passaggio a livello, finì contro l’autobus sul quale viaggiava la tabacchina.

Lei, insieme agli altri viaggiatori, riportò lievi ferite, forse qualche contusione. Ma forse la paura aveva innescato una scarica ormonale e determinato il mascolinizzarsi del suo corpo. Aggiungeva nell’esposto che siccome l’incidente era da addebitare al fatto che il passaggio a livello era rimasto aperto per sbadataggine del personale delle Ferrovie dello Stato, erano queste che dovevano risarcirla.
Com’è finita? Non sono più comparse notizie in merito alla vicenda. Probabilmente si trovò un accordo. Quanto meno per una fornitura consistente di lamette.

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