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Orvieto 1849, grande festa in piazza: si vota per la Costituente Romana

Banda musicale, scampanii, spari di mortaio e concorso tra zitelle: per due di loro in palio una dote di dieci scudi

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L’entusiasmo era altissimo: i cittadini erano chiamati alle urne per eleggere un’assemblea costituente che sarebbe stata  rappresentativa del popolo di tutto il Paese. Il Paese in questione era lo Stato Pontificio, l’anno era il 1849, fine di gennaio. Si dovevano scegliere i 120 deputati che avrebbero costituito l’assemblea costituente della Repubblica Romana. Le elezioni erano state indette da una Commissione Provvisoria di Governo che in seguito all’opposizione spontanea e non violenta dei romani, aveva preso il posto di quella guiidata dal cardinale Castracane, nominata da Pio IX mentre era in “trasferta” a Gaeta dove si era rifugiato in seguito alla caotica situazione creatasi subito dopo l’asassinio di Pellegrino Rossi,

 “Suffragio diretto ed uni versale”: votarono 250mila cittadini in tutto lo stato. Le elezioni si svolsero in giorni diversi, nei vari collegi elettorali, tra la fine di gennaio e i primi di febbraio.

La Gazzetta di Roma, del 29 gennaio 1949, nel suo ultimo numero (dal giorno dopo la testata sarebbe diventata “Il Monitore”) dedicava ampio spazio alle elezioni ad Orvieto e la sua provincia. Riferiva, La Gazzetta, notizie dei giorni precedenti alla pubblicazione e riportava, ad esempio, i nomi degli eletti a Roma il giorno 28 (tra questi l’umbro conte di Campello) e corrispondenze dai vari centri dello stato pontificio: Sezze, Rimini, Ferrara ed appunto Orvieto con una corrispondenza data 25 gennaio, in cui si riferivano i fatti legati alla convocazione e all’espletamento della consultazione elettorale che, il giorno di uscita del giornale, era conclusa essendo stata convocata per domenica 28 gennaio.

Si riferiva, comunque, che la città si era mobilitata insieme al circondario, con grande partecipazione. Nel Palazzo Comunale si trovava la sede del Presidente del collegio elettorale centrale “della città e della Provincia di Orvieto”, l’avvocato Agatone De Luca Tronchet il quale emanò il 24 gennaio la notifica con cui si bandivano le elezioni  in quel collegio elettorale contemporaneamente nei due distretti di Orvieto e Ficulle.

I quali erano così composti.

COLLEGIO ELETTORALE Di ORVIETO: 1. ORVIETO con Corbara, Prodo, Sugano e San Quirìco, Titignano, Torre S. Severo e Martirio, Bardano, Bagni, Botta, Canale, Capretta, Castel dì Ripa. 2.S. VITO con Pìansalto, Palazzo Bovarìno, Poggio Aquilone e sua Villa, Pornllo. 3. S VENANZO con Collelungo, Ripalvella, Rotecastello, Civitella Conti. 4. CASTELGIORGIO con Renano. 5. CASTELVISCARDO con Viceno. 6. MONTE RUbIAGLlO. 7. PORANO con Castel Rubello.

COLLEGIO ELETTORALE DI FICULLE. 1. FICULLE con Meana, Mealla e Sala.2. MONTELEONE. 3. MONTEGABBIONE con Castel di Fiore.4. MONTEGÌOVE con Frattaguida. 5. ALLERONA con S. Abbondio, S. Pietro, e Aquae Ortus in parte. 6. PARRANO con Pieve di Monte lungo e Spereto. 7. CARNAJOLA. 8. FABRO con Aquae Ortus in parte.

Ogni cittadino avrebbe votato nella sua sede di residenza, ma – di raccomandava – “Non saranno ricusate le schede che entro le ore designate fossero dagli E lettori presentate, benché non conservassero V ordine stabilito di votare per Comuni. Si sarebbero dovuti eleggere due “rappresentanti del popolo all’Assemblea Nazionale”,

Seguiva perciò un memorandum riguardante le iniziative “collaterali” programmate, financo le manifestazione di giubilo alla chiusura delle urne e alla notifica dei risultati. Alle 8 del mattino e fino alle 7 di sera di sarebbe votato; le schede sarebbero state consegnate da incaricati nei palazzi comunali di Orvieto e Ficulle, mentre negli altri Comuni minori avrebbero provvedutio i segretari comunali. Il 25 gennaio la Commissione elettorale orvietana diffuse le informazioni sul significato dell’avvenimtno “Un atto di alto senno civile, nuovo in Italia, sarà compiuto dal Popolo del Distretto di Orvieto Domenica prossima 28 corrente mese, giorno stabilito all’Elezioni per 1’AssemBlea Nazionale. AI possesso ora di lutti i nostri diritti, in istalo di perfetta uguaglianza politica, forti del sentimento della nostra dignità, come uomini, creatura prediletta da Dio in lutto il creato — qual giorno mai di gioja sarà per Noi quello in che si compirà atto sì solenne! quale la soddisfazione dell’ animo nostro pel trionfo ottenuto dalla civiltà del tempo, dagli sforzi costanti, energici della umana ragione/ È utile pertanto e doveroso che usando delle facoltà concesse dal Sapiente Ministero con dispaccio del 15 corrente, per quel giorno Noi prepariamo medie dimostrazioni allo scopo di festeggiarlo”.

E così quella giornata ad Orvieto fu davvero particolare.  La Banda musicale della “valorosa Guardia civica”, per due giorni (28 e 29 gennaio) fu riunita nella Piazza di S. Andrea eseguendo “ogni mezz’ora un pezzo a concerto”; la Loggia del Palazzo comunale fu addobbata con parati e illuminata durante la notte ed ugualmente furono invitati a fare tutti “gli abitanti delle case site in detta piazza” e a piazza Madama, e lungo il Corso.

In programma, al momento dell’annuncio dei nomi degli eletti, erano lo sparo di “cento e un colpo di mortaio” e il suono per mezz’ora della campana del palazzo comunale.

A chiusura il pezzo forte: l’estrazione a sorte davanti al pubblico dei nomi “di due zitelle, alle quali verrà pagata all’ atto del collocamento una Dote di Scudi dieci per cadauna, somma che si depositerà nel S. Monte di Pietà”. Al “concorso” erano state invitate a presentarsi “le concorrenti de’ Comuni di Orvieto, Porano ,Monto Rubiaglio, S. Vito, 8. Venanzo, Castel Viscardo, e Castelgiorgio a presentare alla Commissione riunita nel Palazzo comunale le istanze relative”. Con l’avvertenza che sarebbero state rifiutyate “le istanze delle Zitelle non povere, o non pervenute alla pubertà, o non al possesso della opinione pubblica ne ‘rapporti della onestà”.