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Panicale 1909: a guardia di un campo di cocomeri, spara e uccide un contadino

Uno scherzo finito male, con un giovane morto ed un altro in carcere. Un omicidio o una disgreazia? Era la notte tra il 14 e il 15 agosto 1909. A Panicale, sul lago Trasimeno, un giovane di 18 anni, Luigi Banella, era di guardia ad un campo di cocomeri. Si era accomodato in un fossato quando ci fu qualcuno che cominciò a tirargli in testa delle zolle di terra.

Dopo di che non si bene come accadde, ma dal fucile che Luigi imbracciava partì un colpo, una scarica di pallettoni che raggiunse in faccia un contadino di 24 anni, Domenico Liscaglio, che morì quasi immediatamente. I carabinieri arrestarono Luigi Banella, il quale giurava di non aver affatto puntato il fucile contro la vittima né di aver sparato intenzionalmente. Lui, riferiva, s’era solo alzato in piedi per vedere chi lo stesse sbeffeggiando. Mentre spostava con la mano alcuni arbusti per vedere oltre il fossato, partì il colpo. “Una disgrazia”, disse.