Perugia 1909: scalpore per una bara su un’automobile

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Le guardie del dazio in servizio ad una delle porte di Perugia spalancarono gli occhi e la bocca e restarono per un po’ bloccati così: una faccenda del genere non l’avevano vista mai. Un’automobile, una delle prime, rare automobili visto che il fatto si verificò il 17 settembre 1909, che trasportava un catafalco con sopra una bara coperta da una coltre funebre. Ancora stupefatti non trovarono altro da dire che: “C’è niente da daziare?”. Lo chauffeur esibì un documento con cui dimostrava che la vettura trasportava una salma accompagnandolo con un certificato della Prefettura di Arezzo che confermava l’avvenuto decesso.bara

Le due guardie si fecero da parte e lasciarono passare la vettura, il primo carro funebre “semovente” visto a Perugia. Ma non finì lì. Perché “poco dopo – scriveva il corrispondente perugino del Corriere della Sera – l’automobile ricompariva in città e si dirigeva in tutta fretta per corso Cavour. Il fatto stranissimo – continuava la corrispondenza – colpiva tutta la cittadinanza e per tutta la giornata non si parlò d’altro”.

Qualche sospetto lo ebbero anche le “autorità” che s’interrogarono su  chissà cosa ci fosse davvero dentro quella bara. Fortunatamente arrivò alla Prefettura di Perugia un telegramma che confermava tutto: la bara conteneva una salma e doveva trasportarla al Cimitero Verano di Roma. Forse lo chauffeur aveva sbagliato strada, accorgendosene solo dopo l’uccita dalla porta daziaria.