Riziero Rapanelli un ternano in guerra sui dirigibili

le vittime
L’equipaggio dell’M4

L’impiego militare del dirigibile inizia in Italia con  la Guerra di Libia (1911) e si esaurisce con il primo conflitto mondiale.  Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale la flotta italiana, con dodici dirigibili, era la terza dopo quelle di Germania e Francia. Gli anni della Prima  Guerra Mondiale sono però anni fecondi e vedono un significativo sviluppo di questo mezzo nonostante le perplessità che fin dall’inizio ne accompagnano l’impiego.
Presa la decisione di utilizzare le aeronavi per la ricognizione e soprattutto per il bombardamento notturno, si arriva ben presto a constatare come i modelli disponibili siano troppo sensibili alle condizioni atmosferiche e troppo vulnerabili anche nei confronti di difese approssimative e poco organizzate.
Uno degli episodi che portò poi al completo abbandono dei dirigibili per fini offensivi fu l’abbattimento del dirigibile M4 con a bordo il sergente ternano Riziero Rapanelli avvenuto il 4 maggio 1916 nell’ambito di operazioni di bombardamento delle linee della “Triplice Alleanza” della I guerra mondiale.
L’abbattimento venne narrato dall’Hauptmann Benno Fiala von Fernbrugg, asso dell’aviazione Austro-Ungarica alla fine del conflitto, in una lettera apparsa sui giornali italiani nel dopoguerra e ripresa da Riccardo Cavigioli nel suo “L’Aviazione Austro-Ungarica sulla fronte italiano 1915-1918” pubblicato a Milano nel 1934
La notte tra il 3 e il 4 maggio 1916, il dirigibile M4 partì da Casarsa ed effettuò un bombardamento sugli accampamenti nemici nella zona Rubbia-Merna e del campo di Aisovizza. L’aeronave rimase probabilmente in avaria in zona operativa e fu attaccata alle prime luci dell’alba dagli aerei nemici. Il comandante, cap. Giovan Battista Pastina, non volle arrendersi e anche se immobilizzato, rispose al fuoco con grande coraggio, finché non intervenne l’artiglieria che lo colpì e lo fece esplodere in volo.
Benno Fiala von Fernbrugg  così narra l’episodio: “Fu nell’anno di guerra 1916, quando ero di presidio, quale tenente aviatore austriaco, al campo di aviazione di Aisovizza, addetto alla 10ª Squadriglia, che, alle prime luci, ossia verso le 4 del 4 maggio, comparve, all’altezza di circa 900 metri, un dirigibile italiano proveniente da Aidussina Cernizza, in direzione di Gorizia. Alle 4.10 partirono due aeroplani della 10ª Squadriglia: un Brandenburg col Capitano Heyrowsky e con me, ed uno, di tipo Fokker, col Ten.te Hautzmayer. Allorché il dirigibile giunse nella regione a sud di Schonpass, si accorse dell’imminente attacco, gettò zavorra e si alzò a circa 1400 metri. A questa altezza si svolse il combattimento; noi attaccammo simultaneamente a tergo e sul fianco destro, verso poppa. Io sparai con la mia mitragliatrice 100 colpi, fra i quali una trentina circa con proiettili incendiari, ad una distanza di 200/400 metri. Il Fokker invece sparò con pallottole ordinarie.
Dal dirigibile si rispose energicamente al nostro fuoco ed infatti più tardi notammo che i nostri Brandenburg e Fokker erano stati colpiti parecchie volte. La lotta prosegui verso est, fino alla strada Gorizia-Merna, dove entrò in azione anche l’artiglieria contraerei. Preso Vertoiba il dirigibile si incendiò e scoppiò, sprigionando una fiammata alta circa 200 metri. L’armatura si piego e precipitò, avvolta fra le fiamme dei serbatoi della benzina, vicino alla strada, poco lontano dal campo di aviazione di Gorizia”.
Nel rogo perse la vita l’intero equipaggio dell’M4, composto dal maggiore Giovan Battista Pastine, dai capitani Giorgio Coturri, Umberto Casella e Giovanni Pasquali, con il sergente maggiori Aristide Berardis e come detto dal sergente maggiore il ternano Riziero Rapanelli.
Gli austriaci resero tutti gli onori miliari ai caduti italiani, che vennero sepolti nel cimitero militare di Ranziano ora Renče in Slovenia. La tomba della famiglia Rapanelli nel cimitero di Terni ricorda questo episodio con le immagini del dirigibile “M4”  poste alla base di una bellissima scultura in marmo di Carrara che rappresenta un angelo che abbraccia un aviatore. Nella tomba monumentale sono sepolti i discendenti dell’aviatore ternano, ma come detto il sergente Rapanelli riposa oltre confine.

Danilo Sergio Pirro

©Riproduzione riservata

Per saperne di più:

Riccardo Cavigioli ,L’Aviazione Austro-Ungarica sul
fronte italiano 1915-1918” Castiglioni & Archenti, 
Milano 1934
Basilio di Martino, I dirigibili italiani nella 
grande guerra – Aeronautica Militare Ufficio 
Storico, Roma 2005
 http://www.ilfrontedelcielo.it/
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