San Giovanni Decollato, due secoli per finire la facciata

San giovanni decollato

 

Il 22 luglio 1566

a cura della Confraternita della Misericordia vennero gettate le fondamenta della chiesa di San Giovanni Decollato, sulla piazza principale di Terni, la “Platea columnarum”. Alla cerimonia assistette il vescovo vicario Marco Antonio Degli Atti di Sant’Anatolia. Quell’anno, infatti, il vescovo Tommaso Scoto, morì poco dopo essere stato nominato e s’era in attesa del successore, che fu poi Muzio Calini.

La chiesa fu consacrata dieci anni più tardi, nel 1576, dal vescovo Bartolomeo de Luco.

 Nel 1576, anno della consacrazione, l’edificio non era però ancora stato completato. Forse la confraternita aveva fatto il passo più lungo della gamba, contando su lasciti che poi non arrivarono, fattostà che prima che il prospetto principale della chiesa potesse dirsi completo fu necessario attendere quasi due secoli. Una lapide che era stata posta a ricordo dell’avvenimento “epocale”, riferiva infatti che esso s’era verificato nell’anno 1748. Pur mancando di una facciata ben rifinita, la chiesa poteva vantare una reliquia di un certo prestigio visto che conservava il corpo di San Abbondio Terzo, dono della marchesa Leonora, moglie di uno dei Castelli.San giovanni decollato

Un’opera nata sotto una stella non molto fortunata, e che già nella seconda metà del XIX secolo cominciava a dare segni di cedimento, tanto che tra il 1887 e il 1890 la Confraternita si rivolse ai più quotati ingegneri e architetti cittadini perché elaborassero progetti di restauro della chiesa pericolante.E tre furono i progetti elaborati: uno da Faustini e De Santis, un altro dall’ingegner Tedeschi, il terzo dall’ingegner Possenti.

Ma ormai era fatta. Ben presto cominciarono ad alzarsi le voci di chi, per questioni di sicurezza, chiedeva che la chiesa fosse abbattuta. La Confraternita, per sgombrare il campo da dubbi, procedette in maniera sollecita al rifacimento del tetto, ma non bastò. Nel marzo del 1896, a causa – si disse – di infiltrazioni d’acqua piovana si staccò dalla parete un pezzo di intonaco ed alcuni fedeli lamentarono contusioni. Il sindaco ordinò la chiusura della chiesa e l’anno dopo seguì l’ordinanza di demolizione di una balaustra della facciata. Non mancarono le opposizioni e il ricorso alle carte bollate. Si andò avanti per anni, mentre il tempio rimaneva chiuso. Poi nel 1921 fu deciso che al posto della chiesa fosse costruito un nuovo palazzo, il palazzo delle Poste. E la chiesa, costruita in centinaia di anni andò giù in un attimo.

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In evidenza la grande cupola della chiesa di S.Giovanni Decollato
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