S. Venanzo 1909: carabiniere spara alla bella levatrice

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San Venanzo, 4 agosto 1909 – Due colpi di moschetto contro l’amata che stava lavorando di cucito sulla terrazza di casa. Poi si è sparato alla testa. Lui è morto all’istante, lei è stata ricoverata in fin di vita.

Molto probabilmente fu il tragico epilogo di una tormentata storia d’amore tra un carabiniere in servizio a San Venanzo ed “un’avvenente giovane del paese”, come

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Antica cartolina di San Venanzo (collez. Patumi, propr. Fondazione Carit)

dettava il corrispondente del Corriere della Sera da Perugia nel comunicare la notizia. Il militare, Francesco Tagliaferri, di Piacenza, era solo in caserma. La giovane, Maria Migliorati, levatrice abitava proprio davanti alla sede dell’arma, dall’altra parte della strada. Tagliaferri le sparò col moschetto colpendola alla testa e a una spalla, poi si poggiò la canna alla gola e fece fuoco.

Non si accennava, nella corrispondenza da Perugia, alle motivazione dell’omicidio (tentato) e del suicidio. Del carabiniere di riferì solo che era un ottimo giovane il quale due anni prima era stato decorato proprio al comando di divisione di Perugia della medaglia di bronzo al valore militare perché a Marino, aggredito e ferito con diverse coltellate, te

nne testa ai malviventi.