Terni 1905, incendio distrugge lo jutificio. Grave un vigile del fuoco

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Un incendio devastante scoppiò il 14 agosto 1905 nello jutificio Centurini. Il bilancio fu pesante: novemila balle di juta finite in cenere, lo stabilimento impraticabile, un vigile del fuoco ricoverato in gravi condizioni all’ospedale di Terni. “Il pompiere Giuseppe Bronzetti – riferiva il giorno di Ferragosto il Corriere della Sera – mentre compiva coraggiosamente il proprio dovere, è stato precipitato, per una rottura di una cinghia, dall’altezza di quattro metri, producendosi lesioni alla spina dosale. Fu condotto all’ospedale in condizioni disperate”. Poi si precisò, sull’Avanti! un paio di giorni dopo, che la caduta era avvenuta da una scala mobile e che le gravissime condizioni del vigile del fuoco, “compagno nostro” erano conseguenti ad un forte trauma addominale.

Lo Jutificio di Terni era entrato in attività da una quindicina di anni e mai s’erano registrati incidenti gravi: c’erano stati alcuni incendi, ma era stato sufficiente l’intervento della vigilanza interna ad averne ragione.

Il 14 agosto del 1905, però, non ci fu niente da fare. Le fiamme assunsero in pochissimo tempo proporzioni allarmanti “benché – si legge nella corrispondenza  del tempo del Corriere della Sera – lo stabilimento sia dotato di pompe e milleseicento operai intenti al lavoro siano subito accorsi, è stato necessario ricorrere all’opera dei pompieri, della compagnia operaia con le pompe della fabbrica d’armi”.

L’incendio, scoppiato in un magazzino, fu attribuito alla fatalità anche se non veniva esclujsa la possibilità del dolo. Lo stabilimento era assicurato. Il danno veniva calcolato in mezzo milione di lire.

La conseguenza immediata fu che lo jutificio restò chiuso per un periodo considerevole, mentre le autorità sanitarie sollevavano il problema della scarsità del personale del pronto soccorso del’ospedale di Terni. Una questione che appariva piuttosto urgente. “E’ necessario si provveda sollecitamente data la frequenza di infortuni che purtroppo si verificano in questo centro industriale” commentava l’Avanti!