Terni 1913: gelosia tra settantenni e lei dà fuoco a casa

gelosiaFu la gelosia, dissero, che aveva preso il sopravvento  e che spinse, nella tarda serata dell’11 novembre 1913, una donna di Terni ad incendiare la casa dove abitava col convivente il quale si salvò solo per un caso fortunato, riuscendo ad uscire in strada prima che le fiamme lo aggredissero.. Lei, buttati via i fiammiferi, era scappata, ma era ricercata dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio premeditato. Il fatto che rendeva curioso l’accaduto fu che i due protagonisti della vicenda avevano entrambi superato i settant’anni di età. Chiara Fortunati, la lei accecata dalla gelosia, aveva 71 anni e Bernardino Santoni, era di un paio d’anni più anziano. Convivevano da parecchio tempo , ma lui s’era sempre rifiutati di legalizzare il loro rapporto con un matrimonio.

Da un po’ di tempo Chiara si era fissata: Bernardino si mostrava troppo galante con una vicina di casa molto più giovane, finché perse la testa, dette fuoco a casa mentre lui dormiva, e scappò.
La ritrovarono la mattina dopo a casa del parroco di un chiesa della campagna ternana.  Si seppe così che il suo disegno era quello dell’omicidio-suicidio. Appena scappata, infatti, si gettò in un fosso. La salvarono però, e l’accompagnarono in parrocchia per passare almeno la notte e per togliersi gli abiti bagnati.
Ai carabinieri che andarono ad arrestarla consegnò una lettera che conteneva una spiegazione difficile da capire, indirizzata “alle autorità”: “Sono stata tre ore in agonia – aveva scritto Chiara – e sono stata raccolta e salvata da una famiglia che mi ha consegnata al curato. Dovrò crepare io, ma creperanno anche gli altri per invidia. Io non ho fatto male a nessuno”.