Terni torna diocesi dopo sei secoli

16 luglio 1218

Il Papa Onorio III, con un Breve, ordinò vescovo di Terni il frate Rainero con ciò aderendo alle richieste dello stesso frate e delle autorità municipali ternane che avevano chiesto, nel 1216, la restituzione dell’episcopato memori della dignità storica della vecchia Interamna.  Il Papa stabilì che la chiesa ternana “rimasta lungamente priva del conforto del suo pastore” riacquistasse il diritto a vita propria e che dovessero ad essa appartenere “quelle dipendenze che dai vescovi narnese e spoletano per lungo tempo furono ritenute”.

L’Episcopato ternano era stato infatti abolito più di sei secoli prima, nel 598.

La decisione del papa Onorio III provocò il risentimento dei narnesi e la nascita di un contrasto che durò una trentina di anni. Ben più lunga la diatriba con l’episcopato di Spoleto che fu sanata completamente solo nel 1502. Quasi a confine simbolico tra i due episcopii fu costruita una chiesa dedicata a San Valentino  a 25 chilometri da Terni, risalendo il corso del Nera.

Nei disegni del papato far sì che a Terni si ponessero le basi per la nascita di un’entità politica di un certo “peso” aveva uno scopo ben preciso. Ed è proprio per cercare un fattore di equlibrio nell’Umbria meridionale aderì alla richiesta della cittadinanza e del clero di Terni. Lo scopo era quello di creare un “cuscinetto” tra Spoleto, potente città ghibellina, e Narni che non mancava occasione di affermare le proprie mir espansionistiche.

Diocesi di Terni vescovado
Il Vescovado di Terni (Affresco Diocesi di Terni- Part.-Fotorip. A.Mirimao)

Per parte sua il papa favorì l’affermarsi di una e rinvigorita presenza del Comune di Terni intervendo perché Narni restituisse la proprietà della Basilica di San Valentino (e relative pertinenze) e perché Terni acquistasse i territori di Marmore e di Papigno e la rocca di Monte Sant’Angelo.

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