Torre Orsina fa festa ai due santi patroni

lo stand di Poggiodomo

Valnerina in pasta
La fojata di Sellano ha raggiunto un successo tutto particolare: due canestri pieni sono spariti nel tempo record di meno di cinque minuti. E fortuna che a Torre Orsina, dove si teneva la manifestazione “La Valnerina in pasta”, ogni pochi minuti arrivava uno spruzzo di pioggia e così c’erano “solo” circa duecento persone. La fojata è una pasta sfoglia ripiena di verdure , ma una signora che ne decanta il sapore, nel consigliare l’assaggio s’informa: “Ha problemi col formaggio?”. Evidentemente lei ci sentiva anche una sventolata di pecorino grattugiato. La fojata. è stata scelta come entrée, una preparazione del palato per “il dopo”, perché poi sono stati approntati i tavoli, l’uno dietro l’altro, a formare una grande apparecchiata lungo la strada principale di Torre Orsina, in Borgo Cavour. E allora vai: affettati, e ciriole, strengozzi, pappardelle, strascinati, pizzole… Alla fine persino le ciambelle fritte tutte ricoperte di zucchero. Non s’è pensato solo allo stomaco, perché prima della pasta, preparata lì, al cospetto dei visitatori, c’è stata la presentazione del libro di Egildo Spada, che è il sindaco di Poggiodomo: “Valnerina– Taccuino di viaggio”. Alla fine il microfono, collegato con altoparlanti che diffondevano per tutto Borgo Cavour, è andato nelle mani del professor Mario Polia che s’è fatto trascinare sull’onda dei ricordi e sull’abbrivio ha tirato fuori storia e storie parlando di farro, d’olio d’oliva, della pasta povera fatta solo con acqua e farina, di come la faceva sua nonna, di come l’assaporavano i ragazzini della sua età… E’andato avanti per circa un’ora e mezza, poi l’hanno preso per fame. I Cantori della Valnerina, intanto che il prof parlava, portavano a spasso gli strumenti: si sono sfogati per quei cinque minuti passati dallo lo strappo del microfono dalle mani del professore e l’arrivo della pasta fumante.Lo stemma di Torre Orsina Nel frattempo continuava a scendere una pioggerellina “’ncargavillani” , uno degli organizzatori s’arrabbiava perché al bar era spuntato il cartello “per andare al bagno si pagano 50 centesimi”, i motociclisti del club Guzzi “Aquile del Nera” s‘affrettavano perché dovevano mangiare, ma alle nove in punto dovevano essere pronti per la processione da Torre Orsina alla chiesa di San Liberatore sopra Collestatte, “Sennò il prete s’innervosisce, abbiate pazienza…”. Sì, la processione, perché “Valnerina in pasta” era stata inserita nel programma delle due settimane di festa che Torre Orsina dedica ogni anno, subito dopo Ferragosto, ai suoi due patroni San Rocco e San Teodoro. Per il 2015 si va dal 16 al 29 agosto. Il clou è costituito dal palio della Rosa (martedì 23 agosto, ore 21,30) che, nel Settecento si disputava tra i nobili di Torre Orsina. Ovviamente non mancano rappresentazione teatrali, musica, e l’occasione di mettere qualcosa sotto i denti. E non solo di pasta si parla…

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