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1921, bombe e candelotti di esplosivo ritrovati nel Perugino

Periodo particolarmente “caldo” il 1921 anche in Umbria a causa delle tensioni politiche. Non ci si andava leggeri se si considera che molte erano le armi in circolazione. In soli due giorni di trovò una considerevole quantità di esplosivo. Il 19 settembre 1921 trentatre tubi di gelatina furono trovati a Ponte San Giovanni. Qualcuno li aveva abbandonati in riva al l Tevere nel tratto prossimo al centro abitato. “Sono stati rinvenuti da una donna – ci tenne a specificare il corrispondente da Perugia del Corriere della sera – la madre del fascista Bellini”. Furono avvisati i carabinieri che “recatisi sul posto hanno sequestrato i terribili ordgni”.

Il giorno successivo, il 20 settembre 1921, in una casa di via Appia a Perugia, furono invece trovate otto bombe che erano state poste in un catino di ferro. “Le guardie hanno trovato inoltre vari metri di miccia, circa un chilogrammo di alto esplosivo e una cinquantina di cartucce per fucile modello 91”. In questa caso nessun’altra specificazione fu pubblicata.

Tempi caldi quelli della tarda primavera del 1921. Gli animi erano tesi e incattiviti dal conflitto politico fra i fascisti da una parte e socialisti e comunisti dall’altra. Disordini, scontri, sparatorie erano all’ordine del giorno in tutta Italia. Il Corriere della sera, istituì una rubrica giornaliera, una specie di bollettino che aveva come intestazione un titolo significativo “I Conflitti”. Da quel “bollettino “ giornaliero sono tratte le cronache che riguardano fatti verificatisi in Umbria in quel periodo. (–>)

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