Con l’accetta ammazzò il fratello, condannato a morte

accetta

Perugia, 5 agosto 1879

Con l’ accetta uccise selvaggiamente il fratello, e con un coltello, poi, lo squartò. La Corte d’Assise di Perugia emise contro di lui, nel processo celebrato il 5 agosto 1879,  la sentenza di condanna a morte. L’imputato era Tommaso Longari, 44 anni, di Monticello, una frazione di Todi.

Tommaso e sua moglie e il fratello Sebastiano, scapolo, abitavano nella stessa casa, pur vivendo in due abitazioni divise. Da qualche anno tra i due fratelli era sorta una certa acredine, ed i rapporti tra di loro diventavano, giorno dopo giorno, sempre più deteriorati: liti continue, minacce.

Specialmente Tommaso, sembra, ce l’avesse con Sebastiano, un po’ perché questi economicamente se la passava meglio, un po’ perché era geloso visto che qualcuno gli aveva fatto intendere che Sebastiano e la moglie di Tommaso se la intendessero.

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La piazzetta di Monticello com’è oggi

Tutto accadde nell’aprile del 1878, la sera del venerdì santo. Tornato a casa Tommaso non trovò la moglie e andò su tutte le furie. Rientrando, la moglie gli riferì di essere stata alla messa serale e, a domanda del marito, rispose di aver visto in chiesa Sebastiano. All’uomo dette di volta il cervello, S’armò di accetta e di un coltello e uscì: “E’ ora di farla finita”, disse alla donna. Andò incontro al fratello. Lo vide poco lontano in una località chiamata Fossa delle Grotte. Sebastiano non si accorse di niente. Tommaso si nascose dietro un cespuglio e quando il fratello, ignaro, passò  lì davanti, Tommaso lo aggredì e con un colpo di scure gli fracassò il cranio, poi in preda ad un furore incontrollato gli vibrò un secondo colpo staccandogli di netto la testa. Col coltello poi lo sventrò.

“L’assassino è un uomo basso e tarchiato – riferiva il giornale La Libertà – dallo sguardo feroce e dalla barba ispida,folta e nera. Ha accolto la condanna senza fare alcun moto o gesto e col suo cinismo ha indignato il pubblico”. La Libertà riferiva pure che era stato “per due o tre volte accusato di furto ed era, a quanto si è detto in dibattimento, un pessimo soggetto”.