Orvieto 1945: le Leghe contadine sfamano il Nord Italia

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Farina e grano scarseggiano? Ci pensano i contadini delle leghe orvietane a rifornire i cittadini dell’Italia del Nord. Anche quelle si chiamavano Leghe, ma allora il termine era percepito in maniera diversa rispetto ad oggi: le Leghe  – che come noto  rappresentarono l’anteprima del sindacato – avevano tra i principi fondamentali quello della solidarietà e del mutuo soccorso.

Cosa che le leghe operaie e contadine riunite nella Camera del Lavoro non avevano dimenticato. E così il 15 maggio 1945 il Ministero dell’Italia Occupata rese noto di aver ricevuto una comunicazione da parte del Comitato direttivo della Camera confederale del lavoro di Orvieto: La Cdl faceva sapere ufficialmente che “su iniziativa delle leghe di Orvieto si procederà con tutta sollecitudine alla raccolta di farina e grano da inviare alle popolazione dell’Italia del Nord”.

Giusto una settimana prima, l’8 maggio 1945, la Germania aveva firmato la resa incondizionata. La nottata era passata, ma solo per quanto riguardava le operazioni belliche. C’era un’altra nottata da affrontare, non meno ardua e difficile, che era quella della ricostruzione, e c’era da fare i conti con una ristrutturazione dell’economia che, dopo la guerra, si “aggiustava” per la ritrovata pace.

A Orvieto e nell’orvietano non è che se l’erano passata tanto bene nel periodo bellico, specie nells fase finale quando, dopo l’8 settembre, l’esercito tedesco occupò tutta quella fascia d’Italia più o meno identificabile con la Maremma. Fu quella la testa di ponte della marcia verso Roma da parte delle panzerdivisionen. L’anno dopo i tedeschi in ritirata si attestarono sulla linea Albert che univa Orvieto e il Trasimeno. Una linea che resse solo pochi giorni tanto che Orvieto fu liberata il 14 giugno del 1944. Ma la città aveva subìto i danni dell’occupazione e diversi bombardamenti aerei nella zona dello scalo ferroviario e lungo la linea fino ad Allerona.

Nel 1945 si ottenevano i primi, timidi risultati dell’essersi rimboccate le maniche specie da parte dei contadini. E così la Camera del Lavoro poteva annunciare di essere in grado di fornire grano e farina per sfamare un Nord Italia che era stato sotto l’occupazione tedesca e repubblichina fino a pochi giorni prima. Spiegava – la Camera de Lavoro orvietana – che la mobilitazione da parte dei contadini per portare a compimento la raccolta era cominciata già ai primi di maggio del 1945 allo scopo di avviare l’azione di solidarietà nel più breve tempo possibile. “Certo – aggiungevano i rappresentanti del sindacato – ognuno parteciperà secondo la propria possibilità ed il proprio spirito di fratellanza”.