Perugia nel 1890 già faceva promozione turistica

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Chi pensa che la promozione turistica esista solo da qualche anno in qua è in errore. A Perugia, nel 1890, c’era già chi si dava da fare, e con passione, per attirare turisti in zona. Basta trovarsi al cospetto di un ritaglio dell’epoca della Gazzetta Piemontese. Lì si trova un articolo, datato 27 luglio 1890 (appunto) che vaticinava: “Perugia diverrà per molte famiglie facoltose un soggiorno sempre più gradito”.

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Perugia, panorama in una vecchia cartolina

Perché? Intanto perché giàper quell’anno era stata approntata, nell’occasione delle feste programmate per l’inaugurazione del monumento a Vittorio Emanuele, una stagione teatrale di tutto rispetto che prometteva di “riuscire brillantissima”. In meno di un mese in cartellone c’erano tre opere: Mefistofele, Lucrezia Borgia e Malapasqua di Gastaldon, “interpreti la Theodorini, Marconi, Nannetti e altri valentissimi artisti tra i quali – “scivolava” il corrisponedente da Perugia – una giovane e bellissima nipote del compositore Gomez, un’allieva del Conservatorio di Milano, di cui si dicono mirabilia”.

Sarà stato il richiamo dell’opera lirica? Fattostà che il giornalista riferisce che “intanto da Roma, Da Firenze, da Napoli tutti scrivono per pregare amici e conoscenti a cercar quartieri…”. Case in affitto, insomma. Ma, commentava l’articolista, l’impresa non era affatto facile. “Eh – lamentava – Se invece di rovesciarsi tutti su Roma qualche costruttore avesse pensato di venir qui a fabbricare case da fitto e villini, non avrebbe avuto a pentirsene”. Risultava al cronista, infatti, che “non solo i forestieri, ma italiani come magistrati ed ex ufficiali con le loro famiglie” scelgono sempre di più di dimorare a Perugia. “E tte credo”, avrebbe aggiunto se fosse stato romano, ma dato che non lo s’indirizzò su un più corretto “E si capisce”. “Basta respirare pochi giorni l’aria balsamica di questi colli – spiegò – godere delle bellezze della natura e dei tesori artistici di Perugia per perdere la voglia di andarsene via”.

Ma non basta. Nell’articolo si annunciava pure che di lì a poco ci sarebbe stata un’altra attrattiva: “Una comitiva di facoltosi stranieri, che suole passare l’inverno a Roma e che nei mesi d’estate si reca in Baviera e in altri paesi d’oltre Alpe alla pesca delle trote, ha risoluto di fondare un Troute Club nelle vicinanze di Spoleto, dove in luoghi pittoreschi scorrono corsi d’acqua ricchi di bellissime trote”.

Il giornalista non si firma, ma è al di sopra di ogni sospetto: gli enti e le aziende di promozione turistica in Umbria arrivarono decenni dopo. Intanto lui per parte sua…