Strage di frati allo speco di Sant’Urbano: arrestati gli assassini

Una strage. Tre frati ed un ragazzo furono massacrati allo speco di Sant’Urbano. Accadde domenica 11 agosto 1890, all’ora di pranzo⇒. Sembrava impossibile, lì per lì, risalire agli autori del misfatto, a individuare chi aveva fracassato la testa a Fra Natale, Fra Emilio e Fra Alfonso e sparato una fucilata a un ragazzo di 14 anni, Agapito Salvati, di Sant’Urbano, garzone del convento.

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Lo speco di Sant’Urbano

Una strage talmente efferata che si pensò, sulle prime, fosse opera dei briganti della banda Ansuini, molto attiva in quel periodo nel viterbese e nella bassa Umbria. Ma Ansuini di solito i suoi delitti li “firmava”, lo faceva sapere che era stato lui a compiere l’impresa. Era necessario indagare da un’altra parte ma dove?

Invece passò meno di una settimana e, il 17 agosto, gli autori del delitto furono individuati e arrestati. Si trattava di due pastori di Vasciano, i fratelli Domenico e Antonio Mazzocchi: In carcere altre due persone, Agostino Sabatini e il contadino Radici, il cui ruolo andava ancora precisato. Tutti di Vasciano. Agirono per vendetta e per rapina. Una rapina che aveva fruttato un bottino misero visto che i frati non avevano ricchezze nel convento e, oltretutto, gli assassini non ebbero il tempo di rovistare dappertutto perché capitò un fatto inaspettato: alla porta del convento bussò più volte e inutilmente una lavandaia che riportava lenzuola e tonache pulite ai frati. Fu lei, che ebbe la fortuna di potersene andare con le proprie gambe, la testimone chiave: e raccontò al marescialo Pezzatini dei carabinieri di Narni – che dovette comunque faticare parecchio per convincerla a superare la paura di ritorsioni e a riferire quel che aveva visto – raccontò dei due fratelli che, dopo aver ferito con un colpo di fucile il ragazzo, lo spinsero a percorrere un chilometro in mezzo ai boschi e fino alla grotta di San Francesco dove lo finirono. Il giovinetto aveva assistito alla feroce aggressione dei tre frati ed era scappato, ma lo raggiunsero dopo averlo ferito con un colpo di fucile.

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